Incendio a San Girolamo, annullata la processione dopo il rogo

La decisione del parroco dopo le fiamme nel deposito degli scout. Il sindaco Vito Leccese visita la parrocchia e richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare la rete sociale del quartiere

Le conseguenze dell’incendio divampato negli spazi esterni della parrocchia di San Girolamo non si fermano ai danni provocati dalle fiamme. La processione programmata per mercoledì 30 settembre è stata annullata, interrompendo di fatto uno degli appuntamenti più attesi delle celebrazioni dedicate al santo che dà il nome al quartiere barese.

La scelta è stata presa dal parroco, don Pasquale Zecchini, che ha comunicato la decisione anche al vescovo. L’annullamento vuole rappresentare un segnale rivolto alla comunità dopo quanto avvenuto nella serata di sabato, quando un incendio ha colpito un locale utilizzato dagli scout.

Secondo quanto ricostruito sull’episodio, le fiamme sarebbero state provocate da un gruppo di giovanissimi. Il rogo si è sviluppato mentre, a poca distanza dalla parrocchia, era in corso un concerto inserito nel programma dei festeggiamenti del quartiere.

L’incendio ha interessato in particolare un deposito nel quale erano conservati materiali e attrezzature utilizzati per le attività degli scout. Il fuoco ha causato danni rilevanti a quanto custodito all’interno, trasformando una serata di festa in un episodio che ha suscitato forte preoccupazione nella comunità locale.

La vicenda ha portato anche all’intervento dell’amministrazione comunale. Nella mattinata successiva il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha raggiunto la parrocchia di San Girolamo, dove ha incontrato don Pasquale Zecchini e manifestato la vicinanza del Comune.

Il primo cittadino ha sottolineato la gravità dell’accaduto e la necessità di non sottovalutare le possibili conseguenze di un gesto del genere. Allo stesso tempo, la circostanza secondo cui a provocare l’incendio sarebbero stati dei ragazzi molto giovani ha spostato l’attenzione anche sul tema della prevenzione e delle opportunità educative offerte nel quartiere.

Per Leccese, la risposta non può limitarsi alla condanna di quanto successo, ma deve puntare a intercettare i ragazzi prima che possano intraprendere percorsi problematici. Da qui l’intenzione dell’amministrazione di rafforzare la propria presenza sul territorio attraverso una collaborazione più stretta con le realtà che già operano quotidianamente a San Girolamo.

Il sindaco ha indicato nel Municipio, nelle scuole, nella parrocchia e nelle associazioni alcuni dei soggetti con i quali costruire e consolidare una rete capace di rivolgersi soprattutto alle fasce più giovani della popolazione. L’obiettivo annunciato è affiancare agli interventi sugli spazi pubblici un lavoro sociale ed educativo rivolto alla comunità.

Nel corso della visita è stato richiamato anche il progetto di riqualificazione dell’area previsto con ARCA. L’intervento viene considerato importante per il futuro della zona, ma, secondo quanto evidenziato dal sindaco, il recupero fisico degli spazi non sarebbe sufficiente senza un contemporaneo investimento sulle persone che li frequentano e li vivono.

La prospettiva indicata dall’amministrazione comunale è quindi quella di trasformare gli spazi riqualificati in luoghi effettivamente frequentati e presidiati, nei quali possano essere sviluppate attività e occasioni rivolte soprattutto ai ragazzi. La prevenzione del disagio giovanile diventa così uno degli aspetti centrali emersi dopo l’incendio.

Intanto, nel quartiere resta forte l’impatto provocato dall’episodio. La cancellazione della processione del 30 settembre, annunciata da don Pasquale Zecchini, modifica il programma delle celebrazioni e assume un significato che va oltre l’aspetto organizzativo. La decisione del parroco nasce infatti dalla volontà di sottolineare la serietà di quanto accaduto e di richiamare l’intera comunità a una riflessione.

Il rogo nel deposito degli scout ha quindi segnato profondamente i festeggiamenti di San Girolamo, portando la parrocchia e le istituzioni a concentrare l’attenzione non soltanto sui danni materiali, ma anche sulla necessità di rafforzare il presidio sociale e le opportunità dedicate ai più giovani.

Redazione

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