El Chiringuito di Bari, la petizione per tutelare quasi 80 anni di storia

La famiglia Rossini chiede continuità per lo storico locale sul molo. Il Comune richiama le norme sulle concessioni demaniali e i limiti imposti ai bandi

Il futuro di El Chiringuito, storico punto di ritrovo sul lungomare di Bari, finisce al centro del dibattito cittadino. La famiglia Rossini, che gestisce l’attività da diverse generazioni, ha promosso una petizione online chiedendo che venga riconosciuto il valore culturale e sociale assunto dal locale nel corso di quasi ottant’anni.

La questione riguarda le procedure previste per le concessioni demaniali, che potrebbero determinare in futuro un cambio nella gestione. Parallelamente, il chiosco sarà interessato dalla trasformazione del waterfront di Bari Vecchia: nell’ambito del progetto di riqualificazione, infatti, l’attività dovrà essere trasferita di alcuni metri rispetto alla posizione attuale.

L’amministrazione comunale sostiene però di avere margini di intervento limitati, poiché le procedure di affidamento devono rispettare quanto previsto dalla normativa nazionale. L’assessore allo Sviluppo locale e alla Blue Economy Pietro Petruzzelli ha spiegato a BariToday che il Comune è tenuto ad applicare le disposizioni sulle concessioni demaniali e a predisporre le relative gare.

Secondo quanto dichiarato dall’assessore, il nuovo avviso non riguarderà esclusivamente El Chiringuito, ma comprenderà diversi chioschi e altre attività produttive. Petruzzelli ha inoltre richiamato il termine di settembre 2027 indicato per l’individuazione dei nuovi gestori.

Il nodo della storicità nei criteri di gara

Uno degli aspetti centrali della vicenda riguarda la possibilità di valorizzare la lunga storia dell’attività nell’ambito della procedura pubblica. Secondo quanto riferito da Petruzzelli, la normativa non consentirebbe al Comune di inserire la storicità della concessione tra i criteri utilizzati per l’assegnazione.

Per gli attuali concessionari che non dovessero ottenere nuovamente l’affidamento, la disciplina prevederebbe invece una forma di ristoro economico, determinata preventivamente sulla base dei parametri stabiliti dalla normativa.

L’assessore ha riconosciuto pubblicamente il ruolo assunto dal Chiringuito nella vita cittadina e ha espresso solidarietà nei confronti degli attuali gestori. Allo stesso tempo ha ribadito che gli uffici comunali sono chiamati ad applicare le disposizioni vigenti senza poter introdurre autonomamente criteri non contemplati dalla legge.

Petruzzelli ha anche ricordato l’ipotesi, avanzata dal Governo nei mesi precedenti, di predisporre un “bando tipo” destinato ai Comuni. Secondo la ricostruzione fornita dall’assessore, a distanza di circa sei mesi tale modello non sarebbe stato ancora reso disponibile, lasciando quindi alle amministrazioni locali il compito di predisporre le procedure nel rispetto della normativa nazionale.

La storia della famiglia Rossini e del locale barese

È in questo scenario che si inserisce l’iniziativa di Iris Rossini, figlia dell’attuale gestore. La petizione, intitolata “Salviamo El Chiringuito: difendiamo quasi 80 anni di storia, cultura e identità barese”, punta a ottenere una tutela della continuità della gestione attraverso gli strumenti consentiti dalla legge.

La storia raccontata dalla famiglia affonda le proprie radici nell’immediato dopoguerra. Tra il 1947 e il 1948 Vincenzo Rossini, bisnonno di Iris, avviò un piccolo chiosco della birra Peroni nella zona conosciuta dai baresi come “‘nderr a la lanz”.

L’attività passò successivamente a Luigi Rossini e, in seguito, a Enzo Rossini. Quest’ultimo, a partire dagli anni Novanta, contribuì alla trasformazione del chiosco nel locale conosciuto oggi come El Chiringuito. Nella ricostruzione contenuta nella petizione, la famiglia ricorda anche il ruolo avuto dal locale nella diffusione in città della musica reggae e di cocktail come mojito e caipiroska.

Con il passare dei decenni il chiosco è diventato un luogo frequentato da generazioni differenti, conquistando uno spazio riconoscibile nell’immaginario legato al lungomare e al molo San Nicola.

Il trasferimento previsto con la riqualificazione del waterfront

La procedura per la concessione rappresenta una questione distinta rispetto allo spostamento fisico dell’attività. Quest’ultimo è infatti collegato agli interventi programmati nell’ambito della riqualificazione del waterfront di Bari Vecchia.

Petruzzelli ha riferito di mantenere contatti frequenti con gli attuali gestori proprio per affrontare gli aspetti organizzativi legati ai lavori. Dopo un sopralluogo sarebbe stata individuata e autorizzata una nuova collocazione a breve distanza da quella attuale, consentendo così di programmare il trasferimento necessario durante la trasformazione dell’area.

Resta invece aperto il tema dell’affidamento futuro. La famiglia Rossini chiede alle istituzioni cittadine di individuare, nel rispetto della normativa, eventuali strumenti capaci di riconoscere il percorso storico, culturale e sociale del locale. La petizione punta quindi a preservare la continuità di una gestione familiare iniziata nel secondo dopoguerra, mentre il Comune ribadisce di dover operare entro i criteri stabiliti dalla disciplina nazionale sulle concessioni.

Redazione

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