Bilancio contrastante per il piano anti-attese in Puglia: il 30% rifiuta il nuovo appuntamento

Nella prima settimana del piano straordinario di recupero delle liste d’attesa, oltre 3.000 persone hanno rifiutato la nuova visita programmata. Decaro: “Stiamo verificando l’appropriatezza delle urgenze”.

Ha preso il via in Puglia il piano straordinario per ridurre le liste d’attesa, con le prime chiamate effettuate dalle aziende sanitarie tra il 2 e il 7 febbraio (in alcuni casi già dal 1°). Secondo i dati diffusi dalla Regione, sono stati contattati complessivamente 14.923 cittadini, di cui 12.018 per esami e visite specialistiche e 2.905 per ricoveri. Il bilancio della prima settimana offre spunti positivi, ma evidenzia anche criticità che il sistema sanitario regionale dovrà affrontare nei prossimi mesi.

Il 30% delle persone richiamate ha rifiutato l’appuntamento

Uno dei dati più significativi riguarda il numero di cittadini che, dopo essere stati richiamati, hanno rifiutato il nuovo appuntamento: si tratta di 3.315 persone, circa il 30% del totale delle prestazioni programmate. Le motivazioni dei rifiuti sarebbero legate, in molti casi, a visite già effettuate autonomamente o alla mancanza di urgenza nella prescrizione. A questi si aggiungono 1.503 utenti non reperibili, che verranno nuovamente contattati.

Le visite anticipate sono state 6.315, mentre quelle già eseguite ammontano a 3.023. La percentuale di recall effettuati rappresenta finora circa il 12% del target complessivo, fissato a 124.320 prestazioni da recuperare entro il 30 giugno 2026.

Tra le strutture coinvolte nel piano straordinario figurano le sei Asl pugliesi, i Policlinici di Bari e Foggia e gli Irccs De Bellis e Giovanni Paolo II. Il Policlinico Riuniti di Foggia si è distinto per il numero più elevato di chiamate effettuate: ben 3.162, con 1.199 prestazioni anticipate e 377 già eseguite.

Sui dati raccolti durante questa prima fase è intervenuto il presidente della Regione, Antonio Decaro, sottolineando il ruolo fondamentale svolto dal personale sanitario. Ha inoltre ribadito che vengono richiamati solo coloro che avevano indicazioni prioritarie a 3 giorni (urgente) o 10 giorni (breve).

Tuttavia, Decaro ha anche annunciato l’intenzione di verificare la reale appropriatezza delle prescrizioni, per comprendere se le classificazioni di urgenza fossero giustificate: “Stiamo monitorando l’attività delle aziende per capire dove e come migliorare”. Il presidente ha concluso evidenziando che, pur in assenza di miracoli, il lavoro strutturale sul sistema sanitario è in corso, puntando a migliorarne l’efficienza e la qualità dell’offerta.

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1 mese fa

ho un appuntamento per marzo 2027 con richiesta del 2024 e non mi ha ancora chiamato nessuno!!!!

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