Rafforzare le competenze progettuali dei Comuni pugliesi e metterli nelle condizioni di competere ad armi pari nell’accesso ai finanziamenti pubblici. È questo l’obiettivo dello stanziamento approvato dalla giunta regionale, che ha destinato 7,7 milioni di euro all’anno 2026 a sostegno delle attività di progettazione degli enti locali. Le risorse confluiscono nel fondo rotativo regionale per l’anticipazione delle spese di progettazione tecnica, uno strumento pensato per superare uno dei principali ostacoli che spesso limita la partecipazione dei Comuni ai bandi.
La mancanza di risorse dedicate alla fase progettuale rappresenta infatti un problema strutturale per molte amministrazioni locali, soprattutto quelle di dimensioni medio-piccole. Senza progetti pronti e cantierabili, diventa difficile intercettare fondi regionali, nazionali ed europei, anche quando le opportunità di finanziamento sono disponibili. Il provvedimento regionale interviene proprio su questo passaggio iniziale, considerato decisivo per avviare qualsiasi percorso di sviluppo infrastrutturale.
Le somme messe a disposizione potranno essere utilizzate per coprire uno o più livelli di progettazione, dal progetto di fattibilità tecnico-economica fino alla redazione del progetto esecutivo. Il contributo è in grado di finanziare l’intero costo delle attività progettuali, entro un tetto massimo di 300mila euro per ciascun intervento. Una soglia che consente ai Comuni di affrontare anche progettazioni complesse, senza dover gravare sui bilanci ordinari.
L’accesso al fondo è vincolato ad alcuni requisiti chiave. Gli enti locali dovranno candidare interventi che non siano ancora stati affidati e che risultino coerenti con le priorità individuate dai programmi di finanziamento regionali, nazionali ed europei. In questo modo, la Regione punta a costruire un portafoglio di progetti strategici, già pronti per essere presentati non appena si aprano nuove finestre di finanziamento.
Un ulteriore elemento rilevante riguarda le modalità operative previste dal provvedimento. Le attività di ingegneria e architettura dovranno essere affidate all’esterno, nel pieno rispetto della normativa vigente sugli appalti pubblici. Questa scelta mira a garantire qualità progettuale, trasparenza e rispetto delle regole, oltre a favorire il coinvolgimento di professionisti qualificati nella fase di elaborazione dei progetti.