Da trent’anni, un grande edificio incompiuto domina silenziosamente il paesaggio urbano di Bari, tra i quartieri Ceglie e Carbonara. È l’ex complesso ‘Aldo Moro’, una struttura destinata in origine a diventare una casa di riposo per anziani sotto la gestione dell’Asp Opera Pia Di Venere. Nonostante l’investimento iniziale – oltre tre miliardi di lire – l’opera non è mai entrata in funzione ed è stata progressivamente inghiottita dal degrado e dall’abbandono.
La struttura è diventata emblema di incuria e pericolo, tanto da attirare episodi gravi di criminalità. Uno dei fatti più drammatici risale a maggio 2024, quando all’interno dell’edificio fu commesso un omicidio: un cittadino indiano senzatetto, che aveva trovato rifugio nel rudere, fu brutalmente ucciso. Per il delitto, la polizia ha arrestato tre giovani. L’episodio ha ulteriormente rafforzato l’urgenza di un intervento definitivo.
Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha recentemente rilanciato l’attenzione sul tema con una lettera ufficiale indirizzata a Marco Preverin, neo commissario straordinario dell’Asp. Nella nota, il primo cittadino ha chiesto un’azione immediata per porre fine allo stato di degrado dell’ex struttura, definita “uno scempio da eliminare”. Secondo Leccese, l’immobile rappresenta una ferita aperta in un’area già segnata da fragilità sociali, che necessita di un riscatto urbano.
Il primo cittadino ha sottolineato l’importanza di “restituire fiducia a una comunità rassegnata”, da anni spettatrice dell’inesorabile deterioramento del complesso. Ha inoltre auspicato che la recente nomina del nuovo commissario possa finalmente innescare una svolta e scongiurare ulteriori atti vandalici o episodi criminali. Il Comune di Bari ha ribadito la piena disponibilità a collaborare per trovare una soluzione concreta e duratura.
Nel corso degli anni, numerose proposte di riqualificazione sono state avanzate dai residenti del Municipio IV, stanchi del degrado. Tra le ipotesi più discusse, anche quella di trasformare l’area in uno spazio verde o in un parco urbano. La vicinanza con l’antica abbazia di Sant’Angelo, anch’essa abbandonata, rende l’intera zona particolarmente significativa dal punto di vista storico e archeologico, ma ancor più bisognosa di valorizzazione.
Il complesso ‘Aldo Moro’ rappresenta oggi un simbolo di immobilismo e spreco pubblico, ma anche una possibile opportunità di rigenerazione urbana. A oltre trent’anni dalla sua costruzione incompiuta, il futuro di questa struttura resta ancora incerto, in attesa che le istituzioni riescano a trasformare un rudere in risorsa per il territorio.