L’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” ha registrato un incremento significativo nel numero di corsi di studio attivati, passando da 124 nel biennio 2020/2021 a 134 nel 2024/2025, con un’espansione particolare dei programmi internazionali. Tra questi, tredici percorsi con respiro globale: sei interamente in lingua inglese e sette a doppio titolo. Le immatricolazioni hanno seguito lo stesso trend positivo, crescendo da 11.706 nel 2019/2020 a 12.259 nel 2024/2025.
Sul fronte dell’inclusione e dell’accoglienza, l’ateneo barese ha rafforzato il proprio impegno nei confronti di studenti rifugiati e in situazioni di vulnerabilità. Sono 98 i rifugiati accolti tra il 2019 e il 2025, con 36 iscritti a 18 corsi di laurea e 17 che hanno già conseguito il titolo accademico. L’università ha attivato cinque corridoi universitari in collaborazione con l’Unhcr, promosso il riconoscimento delle qualifiche per i medici provenienti dall’Ucraina e stanziato borse di studio per studenti originari della Striscia di Gaza.
La ricerca scientifica e l’internazionalizzazione rappresentano un altro dei pilastri del successo dell’Ateneo barese. I progetti presentati nell’ambito di Horizon Europe sono aumentati in modo rilevante, passando da 55 nel 2020 a 143 nel 2024. Ben 71 progetti Horizon Europe seed hanno ricevuto finanziamenti per oltre 3,5 milioni di euro, mentre 83 candidature sono state selezionate nei bandi Erc seeds. Inoltre, sono stati oltre 1.380 i beneficiari del Fondo per la qualità e l’internazionalizzazione, con un investimento complessivo di 2 milioni di euro.
La valutazione dell’Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca) ha riconosciuto il valore del lavoro svolto dall’Ateneo tra il 2019 e il 2025. La qualità della didattica e della ricerca è stata giudicata pienamente soddisfacente. Anche la gestione delle risorse e il reclutamento del personale tecnico-amministrativo sono stati ritenuti adeguati e solidi, elementi che confermano una governance stabile e orientata allo sviluppo sostenibile.
I risultati sono stati illustrati alla stampa nel corso di una conferenza che ha visto la partecipazione del rettore uscente, Stefano Bronzini, e del suo successore, Roberto Bellotti, che assumerà ufficialmente l’incarico a partire dal 1° ottobre.