Un’ondata di inquietudine ha attraversato il quartiere Umbertino a Bari, dopo che, nella mattinata, sono state rinvenute copiose tracce di sangue su diversi marciapiedi del centro cittadino. In particolare, i segnali più evidenti sono stati notati su via Cognetti, via Bozzi e via De Nicolò, dove le macchie si susseguivano come una scia continua, destando non poca preoccupazione tra i passanti e gli abitanti della zona.
La segnalazione è stata rilanciata pubblicamente sui social dal gruppo Facebook Comitato Salvaguardia Zona Umbertina, dove si legge: “Preoccupante segnalazione di questa mattina. Copiose tracce di sangue su diversi marciapiedi dell’Umbertino […] Notati agenti della Polizia in loco”.
La vicenda è stata inoltre rilanciata con forza da Irma Melini, ex consigliera comunale di Bari, attraverso un post sulla sua pagina Facebook, in cui ha condiviso anche alcune fotografie dell’accaduto. “Ben tre isolati, forse più, cosparsi di sangue. Accoltellamento? Qualcuno ha visto o sentito?”, scrive Melini, sollevando interrogativi sull’origine dell’episodio e soprattutto sulle dinamiche che lo avrebbero provocato. L’ex consigliera ha indicato il percorso delle tracce partendo dal Teatro Petruzzelli fino ad arrivare a largo Adua, passando per l’area dell’Acquedotto Pugliese.
Il tono del messaggio è fortemente critico nei confronti delle istituzioni e dell’efficacia del sistema di sorveglianza urbana. “Abbiamo le telecamere? – chiede Melini – In questa città si è persa la percezione della sicurezza”. Un commento che trova eco tra molti cittadini, sempre più allarmati per l’aumento di episodi poco chiari in pieno centro cittadino, e preoccupati per la scarsa presenza di controlli visibili.
Al momento, le forze dell’ordine hanno effettuato rilievi nella zona, ma non è stato ancora confermato alcun dettaglio ufficiale sull’accaduto, né la dinamica né l’eventuale coinvolgimento di feriti. Tuttavia, la presenza degli agenti viene confermata dai residenti e dagli utenti del gruppo social che per primi hanno documentato il fatto.
Il caso ha riacceso il dibattito sulla sicurezza urbana, soprattutto in quartieri centrali e storicamente frequentati, come l’Umbertino, e ha riportato l’attenzione sull’importanza di una videosorveglianza capillare e di una maggiore presenza delle forze dell’ordine.