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Foto con la sorella e la nipote del boss: Decaro chiarisce la sua posizione in una diretta facebook

La fotografia è stata pubblicata dai giornali "La Verità" e "Il Giornale" e mostra il sindaco in compagnia delle due parenti di Antonio Capriati, noto boss mafioso

In un contesto di vibrante discussione e riflessione pubblica, il sindaco Decaro si è recentemente trovato al centro di una controversia mediatica, riguardante una fotografia che lo ritraeva insieme a parenti di un noto boss mafioso. Questo episodio ha suscitato un ampio dibattito, alimentato da interpretazioni e polemiche.

Il cuore della questione si focalizza su una fotografia pubblicata dai giornali “La Verità” e “Il Giornale”, che mostra il sindaco in compagnia della sorella e della nipote di Antonio Capriati, boss mafioso. Questa immagine, risalente al 2023 e diffusa inizialmente sui social, ha generato malintesi e interpretazioni errate riguardo al coinvolgimento del sindaco con la criminalità organizzata. Decaro, in una diretta su Facebook, ha chiarito la situazione, spiegando di aver contattato varie figure chiave della comunità, tra cui l’ex comandante della stazione dei carabinieri e l’ex dirigente della polizia di Stato, per identificare le persone nella fotografia. Successivamente, il confronto con don Franco, parroco della cattedrale, ha permesso di comprendere che si trattava di parenti di Capriati non coinvolti nelle attività criminali.

Decaro ha espresso il suo dispiacere per essere stato associato, anche indirettamente, alla mafia e ha evidenziato le difficoltà incontrate da quelle persone ingiustamente coinvolte nella controversia mediatica. Ha sottolineato la frequente richiesta di fotografie da parte dei cittadini durante le sue attività quotidiane, ritenendo normale e innocente la posa per una foto davanti a un negozio locale.

La difesa del sindaco si estende anche al confronto con accuse più ampie e senza fondamento, come quelle relative a presunte trattative tra il suo partito, il PD, e la mafia. Decaro ha ricordato la sua lunga carriera dedicata alla mobilità urbana e al miglioramento della vita nella città vecchia, respingendo qualsiasi accusa di incontri o accordi con esponenti della criminalità organizzata.

Infine, Decaro ha condiviso un episodio personale di minaccia subita in passato, sottolineando come, nonostante le difficoltà, il suo impegno fosse sempre stato riconosciuto e supportato all’interno della comunità, inclusa la difesa da parte dell’allora sindaco Emiliano di fronte a situazioni di tensione.

Annalisa Minzi e Isabella Capriati, le due donne al centro della controversia fotografica, hanno anch’esse preso parola, interrogandosi sull’anormalità di una semplice richiesta di selfie con il sindaco. Le loro dichiarazioni rilasciate a Tg1 mettono in luce il disagio per l’uso non autorizzato della loro immagine e la volontà di tutelare la propria privacy e dignità.

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