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Strategie di prevenzione in Puglia contro Xylella: l’impegno della Regione e dei cittadini

Il focus delle azioni prescritte risiede nelle lavorazioni superficiali del terreno, come arature e fresature, che devono essere avviate immediatamente e proseguire fino al 10 aprile 2024

In una mossa decisiva contro la diffusione della Xylella fastidiosa, malattia che minaccia l’agricoltura pugliese, l’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia ha emesso la circolare n. 1 del 21 marzo 2024, delineando azioni concrete per gli agricoltori e i gestori di terreni. Queste misure, vitali per contenere l’avanzata dell’infezione, segnano l’inizio di un periodo critico che richiede la collaborazione di tutta la comunità.

Il focus delle azioni prescritte risiede nelle lavorazioni superficiali del terreno, come arature e fresature, che devono essere avviate immediatamente e proseguire fino al 10 aprile 2024. Tali pratiche, obbligatorie per i terreni agricoli e le aree non coltivate situati fino a 200 metri sul livello del mare, mirano a combattere efficacemente la Xylella fastidiosa sub specie pauca, seguendo le linee guida del Piano d’azione regionale.

Queste misure si estendono anche a seguito del ritrovamento di alberi infetti da una sottospecie diversa di Xylella nelle vicinanze di Triggiano, in provincia di Bari. L’area interessata comprende, oltre a Triggiano, anche i comuni di Bari, Noicattaro e Capurso, evidenziando la necessità di un’azione coordinata per arginare la presenza dell’insetto vettore in queste zone.

L’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Donato Pentassuglia, ha sottolineato l’importanza vitale delle lavorazioni del terreno per ridurre la presenza della sputacchina, l’insetto vettore della malattia. L’attuale andamento climatico ha infatti anticipato il ciclo vitale dell’insetto, rendendo ancor più urgente l’intervento sui terreni, specialmente in prossimità delle aree costiere.

Le lavorazioni del terreno rappresentano una strategia chiave, ma non l’unica: nei luoghi dove l’uso di mezzi meccanici risulta impraticabile, si possono adottare alternative come il pirodiserbo o l’utilizzo di vapore. Inoltre, in casi di estrema necessità, è possibile ricorrere a trattamenti diserbanti selettivi, privilegiando prodotti a basso impatto ambientale. È fondamentale notare che le aree protette, come boschi, pinete e giardini privati, sono esentate da queste misure fitosanitarie.

La responsabilità del monitoraggio e della verifica dell’attuazione di queste pratiche spetta all’Osservatorio Fitosanitario, che si avvarrà della collaborazione dei Carabinieri Forestali. Questo controllo verrà effettuato anche mediante rilievi aerofotogrammetrici, per garantire la piena adesione alle misure obbligatorie.

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