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Protesta contro il Giovanni XXIII: si alza la voce dei genitori di bambini con malattie metaboliche

Al centro della protesta vi è una critica pungente verso la risposta dell'ospedale, che i genitori percepiscono come incentrata più su aspetti economici e numerici, piuttosto che sulla qualità dell'assistenza

Questa mattina a Bari un gruppo di genitori, portavoce di bambini affetti da malattie metaboliche, genetiche rare e diabete, ha preso le strade per esprimere il proprio dissenso verso l’assistenza sanitaria fornita dall’ospedale pediatrico Giovanni XXIII. Questa manifestazione nasce da una preoccupazione crescente, già evidenziata nei mesi precedenti, riguardante la cura dei loro piccoli.

Al centro della protesta vi è una critica pungente verso la risposta dell’istituto, che i genitori percepiscono come incentrata più su aspetti economici e numerici, piuttosto che sulla qualità dell’assistenza. “Davanti alle richieste di salute e di tutela per i nostri figli, ci vengono date risposte fatte di numeri e di costi da razionalizzare, piuttosto che di qualità assistenziale”, evidenziano in una nota congiunta diverse associazioni tra cui Amegep Domenico Campanella Odv, Agd Giovani con Diabete Bari-Bat-Ba, Associazione diabetici Diabat, AiGliCo Associazione Italiana Glicogenosi, insieme a Cisl Bari e Cisl Medici Bari.

Uno dei nodi critici sottolineati dai promotori dell’iniziativa riguarda il personale del reparto di Malattie Metaboliche dell’ospedale, descritto come insufficiente rispetto alle esigenze. La conseguenza è un carico di lavoro insostenibile per i medici presenti, che si trovano ad affrontare difficoltà nell’erogare un’assistenza adeguata ai molti bambini che necessitano di cure continue. “La mole di lavoro che ovviamente grava sulle spalle di quei pochi medici operativi non permette di far fronte serenamente al complesso quadro di assistenza e monitoraggio di cui continuamente necessitano i nostri pazienti”, lamentano i genitori.

La risposta del Policlinico di Bari, che ha annunciato di aver avviato una riorganizzazione degli ambulatori al fine di aumentare gli accessi, non ha placato le preoccupazioni dei genitori. Questi ultimi cercano rassicurazioni concrete e immediate per la salute dei loro figli, sottolineando che le misure annunciate non sono sufficienti a rispondere alle loro esigenze.

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