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La tragedia di Enza Brescia: rinvio a giudizio per primario a Bari

L'accusa ha, nel frattempo, proposto l'archiviazione per un altro chirurgo coinvolto nel primo intervento chirurgico subito dalla 51enne

Il tragico destino di Enza Brescia, la 51enne scomparsa a seguito di complicazioni mediche, catalizza l’attenzione verso il sistema sanitario e la ricerca di giustizia. La vicenda, radicata nell’esperienza di una donna che ha perso la vita dopo un percorso medico travagliato, solleva questioni di responsabilità professionale e le dinamiche della cura ospedaliera. In questo contesto, il processo legale si avvicina a un momento cruciale, con gli occhi puntati sulle figure di Bianca Pascazio e Massimo Buonfantino, rispettivamente dottoressa e primario del reparto di Chirurgia dell’Ospedale San Paolo di Bari, chiamati a rispondere delle accuse mosse contro di loro.

Nel dettaglio, la giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Bari ha recentemente stabilito che sia Pascazio che Buonfantino saranno processati per la loro presunta cooperazione in omicidio colposo e responsabilità colposa per morte in ambito sanitario, relative al decesso di Enza Brescia. Questa decisione giunge dopo mesi di indagini e riflessioni sulle circostanze che hanno portato alla scomparsa della biscegliese, deceduta a fine 2022. Il suo caso ha sollevato dubbi e preoccupazioni, soprattutto in seguito alla divulgazione di dettagli su come, dopo un intervento chirurgico a settembre dello stesso anno e ulteriori operazioni, sia stata dimessa prematuramente nonostante le condizioni che avrebbero richiesto ulteriore attenzione.

Gli avvocati Dario Galantino, Adriano Cozzoli ed Emily Cocozza, rappresentanti della famiglia di Enza Brescia, hanno espresso soddisfazione per la decisione di procedere a giudizio, vedendola come un importante passo verso l’accertamento della verità e l’ottenimento della giustizia per la donna e i suoi cari, sottolineando l’importanza di affrontare le conseguenze del dolore provocato da questa tragedia.

L’accusa ha, nel frattempo, proposto l’archiviazione per un altro chirurgo coinvolto nel primo intervento chirurgico subito dalla 51enne, ma questa richiesta ha incontrato l’opposizione dei legali della famiglia Brescia. Una udienza prevista per il 10 aprile si occuperà di questa specifica contestazione, mentre l’intero processo è fissato per il prossimo 4 dicembre, promettendo di essere un momento decisivo per tutte le parti coinvolte.

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