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Sfida politica e antimafia: una rinnovata tensione tra centrodestra e centrosinistra in Puglia

La recente indagine "Codice Interno" condotta dalla Dda di Bari ha scatenato nuove tensioni politiche tra le due fazioni politiche opposte

La recente indagine “Codice Interno” condotta dalla Dda di Bari ha scatenato nuove tensioni politiche tra il centrodestra e il centrosinistra, mettendo in luce profonde infiltrazioni mafiose nella società di Bari e suscitando una vivace polemica tra i rappresentanti politici regionali e il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. La discussione si concentra sulle accuse reciproche e sulla gestione della lotta contro la mafia, evidenziando divergenze significative sulle strategie da adottare per eradicare tale piaga sociale.

Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, si è difeso dalle critiche del centrodestra, sottolineando la sua lunga dedizione alla lotta contro le mafie e la collaborazione decennale con il sindaco di Bari, Antonio Decaro. Emiliano ha evidenziato le iniziative intraprese durante la sua amministrazione, come la creazione di un ufficio comunale dedicato alla lotta non repressiva contro le mafie, guidato da Stefano Fumarulo, e la fondazione antimafia della Regione Puglia. Ha anche ricordato l’investimento di oltre 30 milioni di euro in attività di antimafia sociale e la gestione di immobili confiscati a fini sociali, oltre alla costituzione di un reparto speciale dei Carabinieri denominato “Cacciatori Puglia” per intensificare la repressione delle attività mafiose.

Dall’altro lato, i rappresentanti del centrodestra hanno espresso forte disappunto per le dichiarazioni di Emiliano, accusandolo di scaricare le responsabilità sul sindaco Decaro e di distogliere l’attenzione dai problemi interni alla Regione Puglia, dove recenti indagini hanno rivelato casi di corruzione e collusioni con la mafia all’interno dell’amministrazione regionale. Questi esponenti politici hanno chiesto una “bonifica totale” della politica regionale, evidenziando la necessità di un rinnovamento della classe politica per combattere efficacemente le organizzazioni mafiose.

La polemica si inserisce in un contesto più ampio di scontro politico, dove la lotta contro la mafia diventa terreno di confronto tra le parti, evidenziando sia gli sforzi compiuti che le carenze ancora presenti nel sistema di contrasto alle organizzazioni criminali. Le dichiarazioni di entrambi i fronti politici riflettono non solo la complessità del problema mafioso in Puglia ma anche la difficoltà di trovare una strategia condivisa e efficace per affrontarlo.

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