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‘Codice Interno’: tra gli arrestati anche l’ex consigliere regionale Olivieri e sua moglie Maria Carmen Lorusso

Il quadro che si delinea dalle indagini, quanto a loro, è uno spaccato di promesse elettorali, accordi sottobanco e presunte connessioni con il mondo della criminalità organizzata

Nell’ambito dell’operazione denominata ‘Codice Interno’, spicca il caso dell’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri e di sua moglie, la consigliera comunale Maria Carmen Lorusso, nota anche come ‘Mari’, arresti in mattinata. Il quadro che si delinea dalle indagini è uno spaccato di promesse elettorali, accordi sottobanco e presunte connessioni con il mondo della criminalità organizzata.

Maria Carmen Lorusso, eletta nel 2019 all’interno della lista ‘Di Rella Sindaco’ e ora figura di spicco del gruppo ‘Sud al Centro’, si trova al centro di gravi accuse. Le indagini suggeriscono che il suo successo elettorale potrebbe essere stato facilitato da promesse di voti, ottenuti grazie alla collaborazione con soggetti vicini alle organizzazioni mafiose attive nei quartieri di Bari. In cambio, Lorusso avrebbe offerto vantaggi economici e favori amministrativi.

Giacomo Olivieri, descritto come il principale artefice nell’acquisizione di voti per la moglie, avrebbe stretto accordi con personaggi appartenenti al mondo mafioso, promettendo in cambio denaro, impieghi e altri benefici. Tra le prestazioni promesse vi sarebbero l’assegnazione di un ciclomotore, l’offerta di un lavoro migliore per il candidato Michele Nacci e la regolarizzazione di situazioni abitative irregolari.

Un ruolo chiave nelle accuse è attribuito anche a Vito, padre di Lorusso e oncologo presso l’ospedale Giovanni Paolo II. Secondo le indagini, avrebbe cercato di acquisire voti per la figlia attraverso accordi con esponenti del crimine organizzato, offrendo in cambio favori legati alla sua professione.

Tra i personaggi coinvolti nel complesso schema di scambio voti-utilità emergono figure quali Tommaso Lovreglio, appartenente al clan Parisi, e i fratelli Michele e Donato De Tullio, oltre a diversi candidati e sostenitori che avrebbero agito per garantire sostegno elettorale a Lorusso in cambio di benefici materiali.

Le indagini portano alla luce anche il coinvolgimento di Antonio Petrone, altro candidato alla carica di consigliere comunale, e di Leonarda Loiodice, alias ‘Eleonora’, accusati di aver partecipato al sistema di scambio voti-utilità, promettendo supporto elettorale in cambio di denaro, buoni pasto, benzina e la regolarizzazione di situazioni abitative.

La gravità delle accuse rivela una presunta rete di corruzione e scambi illeciti che avrebbe operato a vantaggio di Olivieri e Lorusso, evidenziando un quadro di spregiudicatezza e di presunta intoccabilità.

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