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Riduzione della pena per l’ex dirigente medico dell’Istituto Tumori di Bari e la moglie

Inizialmente condannato a 9 anni in primo grado, la sentenza per Giuseppe Rizzi è stata ora ridotta a 6 anni, 4 mesi e 10 giorni

In un recente sviluppo giudiziario la condanna per l’ex dirigente medico dell’Istituto Tumori ‘Giovanni Paolo II’ di Bari, Giuseppe Rizzi, è stata significativamente ridotta dalla Corte d’Appello di Bari. Inizialmente condannato a 9 anni in primo grado, la sentenza per il 68enne è stata ora ridotta a 6 anni, 4 mesi e 10 giorni. Rizzi è stato al centro di un caso che ha suscitato notevole indignazione, accusato di aver manipolato alcuni dei suoi pazienti – molti dei quali erano malati terminali – affinché pagassero per trattamenti presentati come salvavita, nonostante alcuni fossero disponibili gratuitamente come prestazioni sanitarie.

Parallelamente, anche la condanna per Maria Antonietta Sancipriani, moglie di Rizzi e avvocatessa, è stata rivista. Accusata di aver assistito il marito tramite un Caf sotto la sua gestione, la sua pena è stata ridotta a un anno e 11 mesi e 10 giorni, con la condizionale per 5 anni. La decisione arriva dopo una riqualificazione dei reati imputati a Rizzi, da concussione e truffa ai danni dello Stato a truffa aggravata e abuso d’ufficio.

La vicenda giudiziaria, che ha visto gli imputati processati con il rito abbreviato, ha messo in luce come, nell’arco di 10 anni, l’oncologo avrebbe ricevuto dai suoi pazienti somme che raggiungono i 2,5 milioni di euro.

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