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Faida tra Clan a Bari: arrivano le sentenze

I fatti risalgono a sette anni fa

In una significativa sentenza emanata dal gip di Bari Angelo Salerno, otto persone sono state condannate per una serie di gravi reati. Questi eventi si inquadrano nel contesto di una sanguinosa faida tra il clan Capriati e il clan Di Cosola-La Rosa, con radici nel comune di Putignano e nel quartiere San Pietro Piturno. Le sentenze, che variano tra un anno e quattro mesi a sette anni e quattro mesi di reclusione, sono il risultato di un processo incentrato sulla criminalità organizzata nella regione.

I fatti oggetto del processo risalgono al 2017, segnando un periodo di intensa rivalità tra i due clan. Tra le accuse più gravi figura il tentato omicidio, aggravato dall’uso di metodi mafiosi, e il coinvolgimento in attività legate a droga e armi. In particolare, Paolo Cutrignelli, ritenuto membro del clan Di Cosola-La Rosa, ha ricevuto la pena più severa per il tentato omicidio di un membro del clan Capriati.

Altri imputati hanno ricevuto pene per un’ampia gamma di reati, che spaziano dalla detenzione illegale di armi, alla tentata estorsione, al traffico di stupefacenti. Interessante notare come alcuni degli imputati, tra cui Francesco Tauro e Nicholas Fallacara, siano stati assolti per il reato di tentato omicidio, pur ricevendo condanne per altri crimini. Inoltre, la droga veniva venduta anche da minorenni, un dettaglio inquietante che sottolinea l’estesa rete criminale dei clan.

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