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Tribunale di Bari: due anni e mezzo di reclusione per Mingo e la moglie

L'ex noto inviato di Striscia la Notizia e la sua consorte sono stati condannati con le accuse di calunnia e diffamazione aggravata

Il Tribunale di Bari ha emesso una sentenza nel caso dell’ex inviato di ‘Striscia la Notizia’, Domenico De Pasquale, meglio conosciuto come Mingo. Il giudice Domenico Mascolo ha stabilito la condanna dell’ex giornalista a due anni e sei mesi di reclusione per calunnia e diffamazione aggravata. Questo verdetto segue un processo intenso e dettagliato, che ha attirato l’attenzione dei media e del pubblico.

Le Accuse e le Indagini: Un Percorso Complesso

Il fulcro del processo era l’accusa a carico di Mingo, che aveva falsamente incolpato Gianluca De Stefano, assistente capo della polizia, di abuso d’ufficio e falsità ideologica. De Stefano, responsabile delle indagini nei confronti di De Pasquale e della sua moglie, era stato accusato ingiustamente durante le investigazioni per truffa, simulazione di reato e diffamazione.

Ripercussioni Legali e Finanziarie: Conseguenze per De Pasquale e la Consorte

L’indagine aveva preso avvio da una segnalazione di Mediaset e si è conclusa con conseguenze legali e finanziarie significative per gli imputati. Oltre alla pena detentiva, De Pasquale e sua moglie Corinna Martino, anch’essa condannata a due anni e sei mesi per calunnia, sono stati ordinati a pagare una provvisionale di 25mila euro e a coprire le spese legali. A ciò si aggiunge una multa di 7.500 euro a carico dell’ex inviato di ‘Striscia’.

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