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L’impatto della tassa di soggiorno a Bari: tra turismo e controllo del mercato alloggiativo

Negli ultimi tre mesi, la tassa di soggiorno ha fruttato più di 580mila euro al Comune di Bari

La recente introduzione della tassa di soggiorno a Bari ha avuto un impatto significativo sia sul turismo che sul controllo delle strutture ricettive. Secondo i dati raccolti dalla piattaforma PayTourist, l’introduzione di questa imposta, effettuata il 1° ottobre, ha generato un notevole introito per il Comune, oltre a fornire informazioni preziose sui flussi turistici in città.

Negli ultimi tre mesi, la tassa di soggiorno ha fruttato più di 580mila euro al Comune di Bari, un risultato considerevole che testimonia l’attrattività della città. Con oltre 140.000 visitatori che hanno scelto Bari come destinazione, soggiornando in media due giorni, è evidente il crescente interesse turistico per la città.

Tuttavia, la situazione presenta anche delle sfide. Attualmente, sono 1.958 le strutture ricettive registrate sulla piattaforma PayTourist, a fronte delle quasi 2.400 strutture censite dalla polizia annonaria. Questo dato evidenzia un’importante discrepanza tra le strutture ufficialmente riconosciute e quelle effettivamente operative, suggerendo la presenza di un numero significativo di b&b e appartamenti che operano in modo abusivo.

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